Il Frutto dello Spirito

L'Amore

Ora vi mostrerò una via che è la via per eccellenza…..l'amore. 1 Cor.12:31 b

L'Apostolo Paolo vuole far comprendere ai Corinzi che l'amore deve essere ricercato e manifestato con degli atti, perché è più sublime (eccelso- nobile- elevato) in rispetto ai carismi, perché tutto ruota intorno alla manifestazione dell'amore. Senza amore saremmo come: un rame risuonante o uno squillante cembalo. (1Cor.13:1). L'amore non è un miglioramento del carattere naturale, ma il risultato di una nuova vita spirituale che viene dall'Alto. (Giov.4:16; 2Piet.1:4) L'amore non è soltanto la più dolce emozione che esiste, esso nel suo grado perfetto e divino, è il carattere stesso di Dio. (1Giov.4:7-8)

Esistono significati diversi dell'amore:

a) Esso esprime affetto speciale per Dio e per il prossimo;

b) Esso esprime l'idea di tenera pietà, tenera misericordia;

c) Esso esprime l'amore tra un uomo e una donna;

d) Esso esprime affetto amichevole.

Tutte queste sfumature servono per comprendere meglio il concetto biblico di "amore". L'amore è sempre espresso verso qualcuno, ed è il primo aspetto del Frutto dello Spirito, pertanto deve essere parte dell'armatura del cristiano. (1Tess.5:8) L'amore deve manifestarsi normalmente nella vita del credente, come una parte dell'Opera interiore dello Spirito Santo.

L'amore è darsi per gli altri senza chiedere nulla in cambio ( Giov.3:16)

L'amore è comandato Col.3:14; Giov.13:34

L'amore doveva e deve essere l'uniforme al quale il mondo riconoscerà quelli che sono amici e seguaci di Gesù.

L'amore ha delle caratteristiche peculiari 1Cor.13:4-7

Nella comunità di Corinto, mancava l'amore e Paolo rafforza questa verità parlando delle caratteristiche ben precise dell'amore. Esso deve regnare in ogni credente, ma deve essere manifestato verso gli altri, affinché Dio possa gradire e benedire la nostra vita.

Le caratteristiche dell'amore forniscono una soluzione ai problemi dei Corinzi.

a) L'amore è paziente 2Piet.3:9; Rom.2:4; 9:22 Dio è paziente anche con i peggiori peccatori, e aspetta che tutti vadano a Lui per essere salvati. Nella comunità di Corinto, alcuni fratelli avevano subito dei torti, ma la risposta dell'amore a questi errori doveva essere una dimostrazione di gentilezza e bontà, non reagire d'impulso, d'istinto, ma aspettare l'intervento di Dio nei loro cuori. L'amore è lento all'ira, paziente alle provocazioni ed è la capacità di subire un torto e non ricambiare nello stesso modo. La parola di Dio ci esorta ad essere pazienti con tutti, come Gesù lo è stato con noi. (Efes.4:1-2)

b) L'amore è benevolo (buono-benigno) Rom.12:21 L'amore è gentile ed è capace di rendere bene per male. Esso ci spinge a cercare quelli che possono aver bisogno del nostro aiuto. L'amore benigno si traduce in azioni buone verso gli altri.

c) L'amore non è invidioso (maligno, geloso) L'amore non è mai geloso, non sente invidia, non è maligno;non ci fa sentire dell'avversione per quelli che sembrano avere più successo di noi.

d)L'amore non si vanta 1Cor.4:6; 18-19 L'amore vero non si "gonfia" , cioè non mette in mostra le proprie virtù, le proprie capacità. Chi ama davvero pensa ad esaltare Cristo e gli altri, egli si terrà sempre nell'ombra. Non avrà mai bisogno della attenzione e della lode degli altri per operare il bene.

e) L'amore non è sconveniente L'amore non ci permette di comportarci in modo arrogante, non ci fa trattare gli altri come inferiori. Paolo stava parlando di un gruppo di persone il cui partito di chiamava "Cristo", erano dei buoni parlatori, ma anche dei vanagloriosi. Il vero cristiano non prende l'atteggiamento di superiorità verso quanti occupano una posizione inferiore alla sua o hanno meno ricchezza o salute. L'amore è umile.

f) L'amore non cerca il proprio interesse Atti 20:33-35; Fil.2:21; 1Cor.10:32-33 L'amore non cerca mai il proprio interesse, egoista, non insiste per fare a suo modo, si preoccupa per darsi per gli altri, invece che affermare sé stessi e pensare al proprio tornaconto, al proprio vantaggio. g

) L'amore non si inasprisce (aspro) Atti 23:1-3; Giov.18:22-23 L'amore non si inasprisce mai, non accetta con facilità la provocazione e non si mostra irritato. Esso ci aiuta a conservare la calma nelle peggiori circostanze, quando tutto sembra andar male. Quando si tocca la nostra dignità, ecco che viene fuori l'irritabilità, scontrosità, permalosità. Chi ama non può avere rancore o fare in modo che sia pieno d'ira, di odio.

h) L'amore non sospetta il male 1Cor.13:11; Fil.4:8 Ci da l'idea " di tenere i conti, di annotare qualcosa che rende conto a qualcuno". L'amore non registra ogni mala azione che le persone compiono e non le rinfaccia loro. L'amore non scheda il male, non serba rancore, ma è disposto a perdonare a dimenticare come fece Gesù: Padre perdona loro" (Prov.17:9)

i) L'amore non gode dell'ingiustizia, ma si rallegra con la verità E' nella natura umana prendere piacere alle disgrazie altrui. L'amore non gode del male, qualsiasi esso sia, anzi gioisce con la verità, partecipando alle gioie della verità. Spesso la verità è vista in stretta relazione con l'essenza del cristianesimo. (Giov.14:6; Efes.4:20-21) Tante volte la verità è contrapposta all'ingiustizia. (2Tess.2:10-12) L'amore gioisce nella verità di Dio, nella verità dell'Evangelo. (Giov.5:56; Giov.3:21; 1Giov.1:6; 3Giov.3)

l) L'amore soffre, crede, spera ogni cosa (aspetti positivi) 1Piet.4:8 L'amore nasconde, copre ciò che è poco piacevole nell'altro e non lo mette in risalto, ma mette in evidenza solo ciò che di buono Dio ha messo in noi. Credere che :"Dio ha iniziato un'opera buona in noi e la porterà a compimento fino al giorno di Cristo Gesù"(Fil.1:6) L'amore guarda al futuro, conserva la speranza della vittoria del bene, in contrasto con il male.

m) L'amore sopporta ogni cosa 1 Cor.9:12 Ci da l'idea della perseveranza, è la costanza del soldato che, lì dove la battaglia è più aspra, non si scoraggia, ma continua a lottare con accanimento. L'amore non viene sopraffatto, ma coraggiosamente svolge il suo ruolo nonostante le difficoltà, sostenendo le opposizioni, le prove, le persecuzioni. (Ebr.10:32-36; 12:2)

Alla fine è l'amore che non verrà mai meno, esso è il legame della perfezione Cant.C.8:7; Col. 2:1-2; 3:14;4:13. Ci unisce insieme come un solo corpo.

Conclusione

Quando l'Apostolo Paolo e Gesù parlavano dell'amore intendevano spingere i credenti alla dimostrazione pratica di questo amore fraterno. Ci sono alcune cose che sono necessarie per vedere questo amore operare effettivamente ed efficacemente nella nostra vita:

1° Accettare l'amore di Cristo I nostri occhi devono essere fissi su Gesù e permettere che il Suo amore generi nei nostri cuori un amore simile al Suo. Sarà lo Spirito Santo a generare questo amore in noi. (Roma.5:5) Dobbiamo cooperare con Cristo e con lo Spirito Santo perché questo amore meraviglioso diventi parte della nostra vita, del nostro stesso carattere.

2° Avere un cuore puro 1 Piet.1:22-23 Il senso del versetto è: Una volta che avete iniziato a crescere in santità così da provare affetto genuino l'uno per l'altro, rendete il vostro amore l'uno per l'altro intenso, profondo, forte. L'amore è l'atmosfera stessa in cui il cristiano vive, si muove ed esiste. Sono necessari degli atti continui; una pratica continua. Gesù ci dice: "Se sapete queste cose, siete beati se le fate" (Giov.13:17)

 

La Gioia

Rallegratevi sempre nel Signore, ripeto, rallegratevi Fil.4:4

Il secondo aspetto del frutto dello Spirito, come scritto in Galati 5:22 è la Gioia. Essa è il risultato della rigenerazione, insieme all'amore e alla pace. La gioia è un sentimento di viva soddisfazione, perché si ha la consapevolezza di essere, per grazia, un figlio/a di Dio ed essere così fatti partecipi di tutte le promesse che la scrittura ci presenta. Esistono due tipi di gioia:

La gioia naturale: essa è legata alle circostanze, sentimenti alle occasioni favorevoli in cui veniamo a trovarci.

La gioia spirituale: è un miracolo divino, immutabile, sempre disponibile.

La gioia è continuamente ricercata da ogni essere umano, ma l'esperienza ci insegna che è difficile trovarla se non si sa dove cercarla. Essa non è sorridere, ma si evidenzia con una pace profonda e una perenne serenità che accompagna ogni circostanza della nostra vita e deriva dalla consapevolezza di appartenere al Signore.

La gioia naturale

1° Deriva dai piaceri terreni Ecclesiaste 2:10 La gioia naturale può essere ottenuta con mezzi naturali: ricchezze, una posizione sociale elevata, una buona famiglia, divertimenti, carriera nel lavoro, possedere ricchezze e proprietà. Queste cose possono contribuire alla "serenità", ma non danno la vera "felicità". Salomone dopo aver sperimentato tutte le gioie della vita, realizza alla fine dei suoi giorni: Tutto è vanità, è un correre dietro al vento".

2° E' transitoria Eccl.7:5-6; Giobbe 20:5 E' solo per il tempo che viviamo su questa terra, non dura in eterno. Salomone ci dice che la vita è breve e che bisogna viverla saggiamente, anziché viverla per soddisfare i soli piaceri che offre il mondo, sapendo che un giorno dovremo dare conto a Dio per il tempo speso su questa terra.

3° Spesso è unita al dolore Prov.14:13 Si può avere apparenza di allegrezza, mentre in realtà dentro al nostro cuore c'è sofferenza, proprio perché la gioia naturale è legata alle circostanze ai sentimenti.(malattie- morte- difficoltà)

La gioia spirituale è divina

1° Dio da la gioia Eccl.2:26; Salmo 4:7 La gioia e la soddisfazione che Davide prova grazie alla sua fede in Dio, sono più grandi dell'allegrezza durante la festa del raccolto. a) Alla presenza di Dio vi è pienezza di gioia Salmo 16:14; 21:6 La gioia di Dio è il risultato di una comunione continua con Lui, è senza fine, dimora sempre in noi. (Atti 16:22-25)

2° Gesù da la gioia Isaia 61:3; Giov.15:11; 1Piet.1:8 Gesù ha fatto conoscere ai discepoli la grandezza del Suo amore per loro e che sarebbe stato sempre in loro, questa realtà avrebbe confortato i discepoli in mezzo alle difficoltà ed ai pericoli che andavano incontro durante la loro vita. Gesù vuole rendere "completa"" perfetta" questa gioia, se si ubbidisce e si mette in pratica la Sua Parola.

3° Lo Spirito Santo produce gioia Rom.14:17 Quando il "regno di Dio" è dentro di noi, vivremo una vita di rettitudine, gradita a Dio, ci sarà armonia tra i membri della comunità e tutto questo porterà gioia, allegrezza nei cuori perché sarà prodotta dalla continua presenza dello Spirito Santo.

Lo Spirito Santo produce nei nostri cuori:

a) La gioia della salvezza Isaia 61:10; Salmo 126:3; 51:11 La Salvezza è la liberazione dal peccato e dalle sue conseguenze, che l'uomo realizza quando accetta Gesù come personale Salvatore. (Atti 8:39; 16:34)

b) La gioia per la salvezza degli altri Luca 15:4-7; 10; Atti 15:2-3 Gesù è il nostro Pastore, quando trova una pecora perduta è "ripieno di gioia". L'opera di Cristo continua ancora oggi, attraverso la Sua Chiesa per raggiungere e conquistare anime perdute attraverso il messaggio dell'Evangelo.( Mar.16:15; Rom.10:14-15)

c) La gioia nel servizio Salmo 100:1-2; Atti 20:24 Servire il Signore è un privilegio perché la nostra opera è per il Re. Il servizio non deve essere svolto con costrizione, con sopportazione, con affanno, son sofferenza, ma con la gioia nel cuore. Servire è mettersi a disposizione di Colui che ci ha redenti. Isaia: "Signore manda me"

d) La gioia del futuro 1Giov.3:1-2; Fil.3:20-21 Gli uomini vivono nella incertezza e nella paura di quello che sarà il loro futuro. Spesso si sente dire: cosa ci riserverà il futuro? Che ne sarà di noi e dei nostri figli? Gesù ci dice di non preoccuparci del futuro, perché per la Chiesa il futuro sarà Eterno e Glorioso. Il cristiano vive nella gioia perché sa che domani incontrerà il Suo Redentore e vivrà per l'eternità nella meravigliosa citta, preparata per tutti quelli che son nati di nuovo. Aspettando il ritorno di Gesù, incontreremo prove, difficoltà, ma la nostra gioia non dipende dalle circostanze in cui veniamo a trovarci, ma nel sapere che i nostri nomi sono scritti nel libro della vita. Apostolo Paolo è per noi un esempio di fede perché anche nella prigione, nelle difficoltà e nelle prove, poteva incoraggiare i credenti di :Rallegrarsi nel Signore". Questo invito è valido anche oggi, i credenti che hanno sperimentato la comunione intima e personale con Gesù, attraverso la preghiera e il ringraziamento, realizzeranno la gioia divina nel cuore.

 

La Pace

Un altro aspetto del "frutteto" dello Spirito è la Pace, essa è tranquillità, serenità, della nostra anima. In Isaia 9:5 Gesù è chiamato "Principe della Pace" e ha lasciato ai suoi servitori fedeli, questa meravigliosa eredità quando ha detto "Vi lascio pace, vi do la mia pace". Questa pace scende nei nostri cuori e nella nostra vita per mezzo dello Spirito Santo dimorante in noi. Chi non ha Cristo non ha pace Isaia 48:22 Empio è colui che è privo di devozione a Dio, e non è sottomesso alla Sua volontà. L'empio vive una vita angosciata, di lotta, di tensione continua, di scoraggiamento e non sa che cosa sia la vera pace. (Isaia 57:20-21) Questo è l'avvertimento per il peccatore che vive una vita malvagia, empia, incredula, ed è un invito al cristiano affinché cerchi, trovi e conservi la pace.

1° PACE CON DIO Rom.5:1; Col.1:20 La vera sorgente della pace nella nostra vita è donata dal sacrificio di Cristo. Essendo nemici di Dio, il peccatore non ha pace, ogni peccato commesso allontana sempre più da Dio e dalla sua pace. Cristo ci ha giustificati davanti al Padre, riconciliandoci abbiamo realizzato la pace.

2° PACE DI DIO Rom.16:20; 2Cor.13:11; Giov.14:27 Realizziamo la pace di Dio in noi, e i nostri cuori sono sereni. Nei momenti difficili Dio ci da la pace ed è una pace che allontana da noi ansietà e timori per la quale il nostro cuore ha riposo. La tempesta può infuriare attorno a noi, ma nel nostro cuore la pace non sarà turbata, vi sarà sempre calma e tranquillità che vengono da Dio.

3° PACE NELLA MENTE Fil.4:7; Isaia 26:3 La mente è il nostro campo di battaglia, quando è turbata, agitata per le preoccupazioni e i problemi della vita, è necessario un aiuto speciale. Dobbiamo imparare a " confidare" in Gesù, il quale desidera portare pace nella mente di chi è turbato.

La pace della mente è possibile trovarla:

a) In preghiera, supplicazioni, ringraziamenti e richieste Fil.4:6 Quattro parole sono usate per descrivere la comunione del credente con Dio.

- Preghiera descrive l'accostarsi di un credente a Dio.

- Suppliche sottolinea la richiesta di una risposta a un bisogno specifico.

- Ringraziamento è un atteggiamento del cuore che deve sempre accompagnare le preghiere, Dio risponde alla gratitudine. Ricordando le liberazioni del passato inizieremo a lodarLo e ringraziarLo, sapendo che come è stato con noi nei momenti difficili nel passato, così lo farà ancora.

- Richieste parla di precise e specifiche cose chieste a Dio. Dobbiamo andare a Lui, desiderarLo, presentiamoci al cospetto del nostro Dio con la consapevolezza che solo Lui ci può aiutare. Gesù che legge l'intimità del nostro cuore, quando vede l'arrendimento totale, farà scorrere in noi un fiume di pace ineffabile.

b) Sostituire i pensieri cattivi con quelli buoni Fil.4:8-9 La vita cristiana implica il pensare in modo corretto (.8) , ma include anche il compiere azioni degne.

- Le cose vere sono l'opposto delle cose disoneste e dubbie (Ef.4:15;25; 2Cor.4:1-2) Paolo dice che i predicatori della verità, non devono ricorrere ad inganni, falsità, ma agire con chiarezza e semplicità, proclamare la verità per il beneficio spirituale altrui.

- Le cose onorevoli si riferisce a ciò che è dignitoso e degno di rispetto (1Tim.3:8;11) Chi vuole servire il Signore deve essere ripieno di Spirito Santo, rispettabili per carattere, onorevoli, devono avere le virtù elencate nel testo (diaconi), dobbiamo avere le virtù di Cristo Gesù.

- Le cose giuste sono in armonia con la giustizia di Dio, con il prossimo e con noi stessi.

- Le cose pure tutte le cose che non lasciano macchia né sulla coscienza né sul carattere. Tutte quelle cose sane mescolate con l'impurità morale. (Tim.5:22; Giac.1:27). Puri da ogni macchia di peccato.

- Le cose amabili che esprimono amore. Questa parola ricorre solo in questo brano nel N.T. parla di ciò che promuove la pace e non il conflitto. (piacevoli- garbate)

- Le cose di buona fama ricorre solo qui, è in relazione a ciò che è positivo e costruttivo piuttosto che negativo e distruttivo. Questi sei oggetti del pensiero devono occupare la nostra mente affinché onoriamo Cristo e allontaniamo ogni pensiero negativo.

4° PACE NELLA CHIESA Rom.14:9: Col.3:15 Ci sono forme pericolose e dannose che possono compromettere la pace nella comunità. La pace di Dio non è soltanto una benedizione personale, ma è anche un'eredità spirituale della Chiesa nel suo insieme. C'è il pericolo di perdere la pace quando:

a) Il credente ha vedute personali Fil.3:15-21

b) Il credente è senza freno nel parlare Giac.1:26; Sal.34:13-14

c) Il credente è immaturo 1Cor.3:1-3

d) Il credente è ipocrita Giac.1:8

5° PACE NEL MONDO Rom.12:18; Ebr.12:14 Se Cristo è in noi sarà una cosa naturale vivere in pace con tutti, non avremo liti con nessuno, sentiremo disgusto per le discussioni vuote e sciocche e cercheremo di risolvere ogni problema, affinché regni la pace. Non solo dobbiamo vivere la pace con tutti gli uomini, ma dobbiamo anche:

a) Offrire pace Deut.20:10 Dio aveva promesso ad Abramo e ai suoi discendenti il territorio di Canaan, però dovevano conquistarlo, e prima di attaccare una città per conquistarla, dovevano offrire la pace, senza guerra. Chi si arrendeva era soggetto agli Ebrei, altrimenti venivano uccisi.

b) Adoperarci per la pace Matteo 5:9 I Giudei aspettavano un Messia guerriero che li liberasse dal potere Romano, e chi combatteva contro i romani veniva considerato un uomo dalle virtù eccezionale. (coraggio- tenacia -senza paura) Gesù in contrasto con questo modo di pensare, nel sermone sul monte elenca una serie di virtù che vengono da Dio. " Pacifici" sono coloro che sono contrari alle liti, dispute, lotte e che cercano di riconciliare i nemici. Ogni cristiano deve essere portatore di pace e adoperarsi per la pace, fuori e dentro la comunità.

c) Proclamare la pace Isaia 52:7; Atti 10:36 Pietro parla della vita terrena di Gesù (36-43), il Sovrano Signore di tutti, per mezzo del Quale, Dio ha portato il messaggio di pace. IL cristiano è chiamato a proclamare la pace, affinché nei cuori turbati ci sia calma, pace, serenità in Cristo Gesu, benedetto in eterno.

Dio Ti Benedica

Giuliano Guarnieri

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Perchè Dio ha tanto amato il mondo che, ha dato il Suo Unigenito Figlio, affinchè chiunque crede in Lui non perisca, ma abbia VITA ETERNA.Giov. 3:16

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Studi Biblici

Ente morale di culto D.P.R. 5.12.1959 n° 1349 , Legge 22.11.1988 n° 517