Il Frutto dello Spirito

La fedeltà

La fedeltà è il settimo aspetto del Frutto dello Spirito, il suo significato è: "mantenere i propri impegni, le proprie promesse" è fedele una persona in cui si può aver fiducia cioè che non tradisce, una persona che con perseveranza continua a servire e onorare Dio. La fedeltà è " affidabilità" implica le caratteristiche di responsabilità, lealtà e attendibilità.

1°LA FEDELTA' E' UNA CARATTERISTICA MORALE DI DIO 1 Cor.1:9

(Degno di fiducia) Non veniamo mai delusi da Dio perché è Fedele ai patti e alle promesse fatte. Apostolo Paolo poggia la sua speranza e quella della Chiesa sulla Fedeltà di Dio al Suo piano perfetto della Redenzione e della vita futura con Cristo. I Corinzi credono con fiducia che Dio continuerà a elargire le Sue benedizioni, e l'opera che ha iniziato in ognuno di noi la porterà a compimento, perché la fedeltà è il carattere stesso di Dio. (Fil.1:6)

2°LA FEDELTA E'UNA CARATTERISTICA DEL CREDENTE Col.1:1-2; Apoc.17:14-15

L'Apostolo Paolo si rivolge ai credenti di Colosse e ricorda loro che sono " santi" e " fedeli", un popolo chiamato fuori dal peccato, dalla corruzione e dalla confusione, appartati, messi da parte per Dio. In una società corrotta, immorale, infedele, il popolo di Dio si distingue per santità e fedeltà mostrata adempiendo alle promesse fatte, il credente è chiamato alla fedeltà in tutto quello che fa.

3°LA FEDELTA' E' UNA BASE SOLIDA PER LA FAMIGLIA Efes. 5:22-25; 28

La famiglia è una solida base nella società, nella Nazione, Mondo. Ogni rapporto coniugale, familiare, nel commercio, negli affari è basato sulla fedeltà. Il successo o l'insuccesso delle relazioni con gli altri dipende dalla fedeltà o dalla infedeltà. Oggi non esiste più la vera famiglia unita con valori e principi moralmente sani, vediamo divorzi, matrimoni falliti, la criminalità giovanile aumenta, c'è decadenza morale e spirituale. Tutto questo perché il rapporto tra marito e moglie, figli non è più basato sul rispetto, stima, amore; nessuno è più fedele nei propri ruoli, nei propri doveri.

Come si manifesta la fedeltà

1° FEDELTA' A DIO Daniele 6:4-5; 10

Ogni credente deve affrontare la prova della sua fedeltà a Dio. Oggi c'è tendenza di essere fedeli al lavoro, attaccamento al denaro, accumulare ricchezze; anche se tante attività sono lecite, buone ma quando assorbono tanto tempo per la nostra adorazione a Dio, diventano illecite e ci allontanano da Dio. Ci sono esempi di credenti che hanno accettato di morire per restare fedeli a Dio. ( Ebrei 10:23)

2° FEDELTA' ALLE ATTIVITA' DELLA CHIESA Ebr.10:24-25; 2Tim.3:14;17

Oggi ci sono tante possibilità di distrazione mondane che ci portano a trascurare di stare insieme ai credenti ed essere attivi nella comunità. Ci serve riposo nel week-ends perché troppo stanchi del lavoro svolto nella settimana, gite, visita parenti, partite di calcio, ecc… Se ogni credente partecipasse a tutte le riunioni e attività della comunità, si avrebbe sicuramente un grande risveglio, dentro e fuori la comunità. Una Chiesa attiva nell'evangelizzazione, nelle visite ai fratelli ammalati, emana grande luce intorno a sé e porta numerose anime a Cristo. Noi possiamo incoraggiare gli altri con il nostro zelo, esempio, amore per Cristo e per la Chiesa. Impariamo ad amare Dio, servirLo con fedeltà mettendoLo al primo posto nella nostra vita, ed Egli ci benedirà.

3° FEDELTA' AI DOVERI 1 Cor.4:1-2; Col.3:23-24

Dio vuole che noi siamo fedeli nei lavori che ci vengono assegnati dalla vita. (lavoro- scuola- società- famiglia- comunità) Un proprietario terriero affidava l'amministrazione giornaliera dei suoi beni ad una persona di fiducia. Questa persona sostituiva il padrone e aveva una grande responsabilità poiché doveva dirigere tutti i servi e le incombenze giornaliere. ( incarichi- mandato)Affinché il servo potesse essere incaricato dal padrone, doveva possedere un requisito essenziale: la fedeltà. Ogni credente amministra, gestisce i beni che Dio gli ha affidato ed un giorno ne dobbiamo rendere conto di come abbiamo gestito i Suoi beni. ( 1Piet.4:10-11) In Matteo 25:14-30 Gesù parla della parabola dei talenti che un uomo partendo per un viaggio affidò 5; 2; 1 talento ai suoi servi affinché li facessero fruttare. I primi due si impegnarono e fecero fruttare i talenti che furono loro affidati, il servo che aveva avuto un solo talento rivelò quello che era in due aspetti: 1°Nella mancanza di cura in quello che il padrone gli aveva affidato, prese il talento e lo nascose. 2°Nella sua pigrizia, perché non si impegnò a farlo fruttare in modo che il padrone potesse ricavarne un qualche utile. Ricordiamoci che la " trascuratezza e la pigrizia" sono dannosi negli affari, nel servizio per il Signore e nella vita familiare. Gesù è nostro Salvatore e Signore, allora la qualità del nostro servizio deve essere fatto con fedeltà, lealtà e dedizione in modo che il Signore possa approvare quello che facciamo. Dio vuole uomini e donne fedeli a cui possa dire: " Bene, buono e fedele servitore, entra nella gioia del tuo Signore"

4° FEDELTA' AGLI AMICI Prov.11:13; 17:17

Tutti abbiamo bisogno di amici fedeli, che ci sappiano stare vicini nel momento del bisogno, quando tutti ci lasciano, l'amico è sempre vicino a noi e questo ci darà sicurezza e gioia. (2 Tim.4:16-17) ………Due fratelli combattevano nell'esercito Francese, uno venne colpito da una pallottola tedesca. L'altro fratello chiese al suo comandante di andare a prendere il fratello colpito dalla pallottola e l'ufficiale disse: perché rischiare la vita, forse sarà già morto, ma dietro insistenza di quest'ultimo, l'ufficiale acconsentì. Il ferito morì appena arrivò suo fratello, se lo prese sulle spalle e lo portò al campo. L'ufficiale gli disse: hai rischiato la vita per niente; no rispose il soldato, ho fatto quello che egli si aspettava da me; quando mi sono avvicinato a lui l'ho preso tra le braccia ed egli mi ha detto: Tom lo sapevo che saresti venuto, lo sentivo che saresti venuto………. I fratelli si aspettano da noi qualcosa di bello di nobile di generoso, si aspettano fedeltà da ciascuno di noi.

Il risultato della fedeltà sarà: ETERNITA' CON GESU' Giac.1:12; Luca 9:23-26

Nella sofferenza, persecuzioni, la chiesa di Smirne viene esortata ad essere fedele fino alla morte, anche se i persecutori si fossero impadroniti della loro vita, essi avrebbero ricevuto la corona della vita. (vita eterna) Coloro che saranno con Gesù nella gloria saranno i "chiamati, gli eletti e fedeli"( Apoc.17:14), questa sarà la ricompensa che coronerà la fedeltà e la lealtà dei credenti. Il Frutto dello Spirito ottenuto camminando costantemente con Gesù qui sulla terra, contribuirà al suo finale raccolto:"Sii fedele fino alla morte, ed io ti darò la corona della vita".

La mansuetudine

uardando la televisione e i giornali, vediamo che una triste realtà ci circonda, nessuno è disposto a rinunciare allo scontro, alle reazioni, assistiamo a dei conflitti in tutti gli ambienti, politico,sociale, familiare. Questa tendenze è ampiamente diffusa che talvolta anche i credenti corrono il rischio di essere influenzati dal continuo ricorso alla contesa, allo scontro in nome di presunti diritti violati o non riconosciuti. Ma vediamo nella Parola di Dio che questo non è lo spirito che deve animare il credente. Il termine "mansuetudine" tradotto anche "mitezza" è un termine difficile da rendere in italiano perché il termine principale "Pratotes" ha molteplici sfumature che racchiudono una gamma di significati, tra i più noti troviamo "mite, mansueto, gentile, dolce" Per mansuetudine intendiamo quell'atteggiamento di pensiero che è opposto all'asprezza e alla contenziosità e che si manifesta con la gentilezza e con la tenerezza nel trattare gli altri. L'umiltà è una virtù interiore della "mente e cuore", mentre la mansuetudine si manifesta negli atti esteriori, pratici della nostra vita. ( Prov.27:19)

GESU' ESEMPIO PERFETTO DELLA MANSUETUDINE Matt.11:29; Is.53:7

Gesù fu un esempio di dolcezza per noi, Egli era mite e paziente nelle Sue relazioni con gli uomini, come tratto i peccatori.

LA MANSUETUDINE E' PREZIOSA AGLI OCCHI DI DIO 1 Piet.3:4

La nostra personalità non visibile in se stessa ( radici di un albero), ma viene rivelata da parole ed azioni che riflettono atteggiamenti interiori. L'aggettivo " dolce" è lo stesso di mansuetudine; esso vuol dire "non insiste sui propri diritti, non aggressivo, non egoista, non esige fare a modo suo". Tale attitudine, non solo piacerà agli uomini, ma, ancora più rilevante sarà che agli occhi di Dio è di gran valore.

LA MANSUETUDINE E' INSEGNATA DA GESU' Matt.5:38-45; 48

Nell'A.T. ci sono brani che si riferiscono alla "Legge del taglione"v.38. Questa legge fu emanata per proteggere l'innocente e per essere sicuri che la vendetta non andasse al di là dell'offesa. ( Es.21:24; Lev.24:20; Deut. 19:21) Gesù insegna che bisogna essere mansueti, umili e altruista, anziché cercare la vendetta personale, il credente deve amare e presentare il proprio caso al Signore che un giorno metterà tutte le cose in ordine. ( Rom. 12:17-21)

LA MANSUETUDINE NON DEVE ESSERE CONFUSA CON LA DEBOLEZZA Numeri 12:3; Es. 32:30

Mosè figura dell'uomo mansueto, ma fu anche uno dei maggiori condottieri che la storia ricordi, quando offesero l'Eterno, seppe essere severo obbligando gli adoratori del vitello d'oro a bere la polvere del loro stesso idolo. Quando invece Maria ed Aronne l'ho offesero, non tentò di vendicarsi, ma intercedette per loro presso Dio. Questo rivela la sua vera forza e la sua mansuetudine.

La prova della cristianità:

Gesù insegnò che la mansuetudine è una qualità essenziale per i cristiani.

a) Dio si aspetta la mansuetudine dai Suoi figli Col.3:12

In contrapposizione della vecchia natura v.8-9, noi dobbiamo rivestirci, indossare gli abiti di giustizia, rivestirsi delle virtù celesti che Cristo ha messo in noi quando ci ha salvati. Ogni cristiano è chiamato a manifestare queste qualità, affinché possa essere un buon testimone di Cristo.

b) La mansuetudine deve essere manifestata verso tutti gli uomini Tito 3:2; Giac. 3:13

Tito deve ricordare ai credenti di Creta di essere buoni cittadini e manifestare quelle qualità che i cretesi non avevano. Paolo elenca delle caratteristiche che devono contraddistinguere i credenti dai non credenti, affinché si eserciti sugli altri una buona influenza, dimostrando che Cristo ci ha salvati trasformando mente e cuore. Giacomo fa una domanda: "chi tra voi è saggio ed intelligente" lo dimostri! Non con parole ma con le azioni pratiche, applicare la Verità alla vita. La caratteristica della buona condotta è la mansuetudine. L'itigiosità, arroganza, tendenza a far valere i propri diritti, desiderio di gloriarsi nei confronti degli altri, sono segni che in noi non vi è mansuetudine di sapienza.

I credenti devono:

a) Cercare la mansuetudine Sofonia 2:3 Al popolo veniva ordinato di cercare tre cose: Il Signore….la giustizia….l'umiltà. (3:12) Le ultime due erano il risultato dell'obbedienza al Signore, il Quale li avrebbe messi al sicuro dell'imminente distruzione della Sua ira. ( 2:2)

b) Ricevere la parola di Dio con mansuetudine Giacomo 1:21 Giacomo esorta il cristiano a lasciare, deporre, togliere di mezzo, tutto quello che è peccato agli occhi di Dio, affinché possiamo ricevere con mansuetudine, dolcezza, sottomissione la Parola di Dio. Essa piantata nel cuore disposto a riceverla, per lo Spirito Santo, germoglierà e spunteranno le meravigliose virtù cristiane che sono il carattere stesso di Gesù: Il "Frutto dello Spirito"

Le promesse ai mansueti :

a) Sono guidati e istruiti da Dio Salmo 25:8-9 Uno spirito mansueto, davanti a Dio è in una condizione più adatta a ricevere la guida divina, che non uno spirito orgoglioso. Noi abbiamo una assoluta necessità della guida e della grazia di Dio.

b) Sono soddisfatti Salmo 22:26 Il salmo 22 è descritto come il salmo della croce, per le sofferenze di Cristo siamo sanati e riceviamo ogni bene per le anime nostre. Davide esorta il popolo a lodare Dio insieme a lui, perché riconosce che Dio manifesta praticamente il Suo amore per lui e per il popolo.

c) Ricevono il riposo Matteo 11:28-30 Tutti quelli che vanno a Gesù realizzano la tranquillità dell'anima, perché senza la grazia di Dio l'uomo vive nel tormento e nell'ansietà, ma in Cristo si realizza il riposo oggi e nel futuro riposo eterno.

Autocontrollo o Temperanza

L'autocontrollo è una virtù di grande valore ed una prova della crescita nella grazia, essa è il risultato della vita dello Spirito nel credente che controlla la sua vita. L'autocontrollo è la capacità di frenare la spontanea espressione di sentimenti o pensieri. (Diz. Rizzoli) La traduzione letterale della parola greca usata per "Temperanza" è avere forza interiore, cioè significa che la nostra forza interiore di volontà è maggiore di tutta la forza esteriore della tentazione( incitamento a peccare), del desiderio e degli appetiti. La forza interiore è di Cristo che vive e agisce dentro di noi per la Potenza dello Spirito Santo. La Temperanza o l'Autocontrollo deve caratterizzare la vita del cristiano, Apostolo Paolo scrivendo ai Corinzi al cap.9:25 dice:" Chiunque fa l'atleta è temperato in ogni cosa". Per chi voleva partecipare ai giochi Olimpici, doveva sottoporsi a una disciplina ferrea, infatti la preparazione iniziava 10 mesi prima della gara, e durante questo periodo dovevano astenersi dai vizi, ghiottoneria, vino, dovevano rispettare le regole e allenarsi con costanza, determinazione ed in ogni situazione atmosferiche. Il cristiano deve essere così, solo che mentre gli atleti lottavano per una corona corruttibile, noi per una corona incorruttibile, che non appassirà mai. ( 1Piet.5:4)

Il cristiano deve avere il controllo:

1° SULLA VECCHIA NATURA Rom.8:5-8

Quelli che non riescono a controllare la vecchia natura peccaminosa, vivono soltanto per soddisfare i propri desideri. Ma quelli che ubbidiscono allo Spirito Santo desiderano fare le cose che piacciono a Dio, ecco perché tutti quelli che seguono la vecchia natura, non possono piacere a Dio. ( Rom.6:6; 2 Cor.5:17)

2° SULLE PASSIONI " concupiscenza" Gen.3:6; 1 Giov.2:16; 2 Piet.2:11

Le carnali concupiscenze sono quelle che hanno la loro sede nel corpo, esse procedono dalla natura corrotta dell'uomo. Queste cose se non controllate dallo Spirito Santo, guerreggiano, cioè lottano si affrontano tra l'anima e lo spirito. 1 Cor.9:27 "Tratto duramente il mio corpo e lo riduco in schiavitù", Paolo cercava di controllare il proprio corpo perché è la sede della concupiscenza e se prendeva il sopravvento sulla parte spirituale, il rischio era perdere la comunione con Dio. Un'altra versione dice: Mi sottopongo a disciplina e cerco di dominarmi".La Parola di Dio ci dice come fare per tenere sotto controllo le passioni ( Gal. 5:16-17)

3° SUI SENTIMENTI "coscienza, sensazioni, emozioni" 1Cor.4:5; Prov.25:28

Una città senza mura non può difendersi dal nemico, può essere facilmente saccheggiata, devastata, può diventare deserta e piena di erbacce e di macerie. Uno dei sentimenti più diffusi è: l'Ira Giac.1:19-20; Prov.14:19; 29. Noi vogliamo avere: lo stesso sentimento che aveva Gesù. ( Fil.2:5)

4° SUL CONTROLLO DELLA POPOLARITA' E ONORE Matteo 6:1-2

Tutti noi desideriamo essere stimati e apprezzati, ma c'è un pericolo che dentro di noi nasca un eccessivo amore per noi stessi e per le lodi, facendoci innalzare diventando orgogliosi e non restare umili.

5°SULLA LINGUA Giac.3:5-6;8-10

La lingua è un piccolo membro che può provocare enormi danni se non controllata. La lingua è la parola umana in apparenza e parla di quello che ha nel cuore. ( Prov.15:4; Efes.4:29) La lingua è stata creata da Dio per testimoniare di Gesù, per lodarLo e per edificare chi ci sta vicino. Quando Gesù viene ad abitare in noi per mezzo dello Spirito Santo, produce in noi la temperanza in ogni cosa.

Dio Ti Benedica

Giuliano Guarnieri

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Perchè Dio ha tanto amato il mondo che, ha dato il Suo Unigenito Figlio, affinchè chiunque crede in Lui non perisca, ma abbia VITA ETERNA.Giov. 3:16

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Studi Biblici

Ente morale di culto D.P.R. 5.12.1959 n° 1349 , Legge 22.11.1988 n° 517