Le
sette Chiese dell’Asia
Efeso ( Apoc. 2:1-7)
Smirne ( Apoc. 2:8-11)
Pergamo ( Apoc. 2:12-17)
Tiatiri
( Apoc. 2:18-29)
Sardi ( Apoc. 3:1-6)
Filadelfia ( Apoc. 3:7-13)

1° Ciascuna chiesa è di Dio
Quando
parliamo di chiesa, ci riferiamo sempre a quell’opera nata dalla sapienza
e dalla potenza di Dio. La chiesa è il capolavoro di Dio, è il Corpo di Cristo
e Gli appartiene in modo esclusivo, perché è nata dal sacrificio di Gesù.
( Atti 20:28) Essa è formata di uomini e donne rigenerate, lavate con il sangue
di Gesù, “tirate fuori” per servire e onorare il Grande Iddio e Salvatore:
Cristo Gesù il Signore.
2° Ciascuna chiesa ha pregi e difetti
Ogni
chiesa è diversa dalle altre e manifesta pregi e difetti peculiari ( che sono
propri). Se diamo uno sguardo nelle epistole, vediamo che ogni chiesa ha dei
pregi e dei difetti. La chiesa di Gerusalemme ha pregi ( Atti 2:43) e difetti
( Atti 6:1) e così per tutte le altre chiese. ( 1 Cor.1:7; 5:1; 6:1- Gal.3:26;
3:3- Efes. 1:13-14; Apoc.
2:4- Fil. 1:5; 4:2-3- Tess. 4:9; 4:13)
Cristo
sottopone alle chiese una rigida ispezione per verificare il suo stato, la
sua posizione ( Amos 7:7-8) il Suo fine è quello di incoraggiarle e spronarle
a fare il bene. Ecco perché oltre a riprenderle ed ammonirle per i loro difetti,
il Signore le loda per le loro virtù. Smirne e Filadelfia sono elogiate; Sardi
e Laodicea sono rimproverate; Efeso, Pergamo e Tiatiri ricevono incoraggiamenti e riprensioni.
3° Ciascuna chiesa riceve una parola
adatta al bisogno
Giovanni
vede il Signore Gesù in mezzo alla Sua Chiesa ed Egli parla secondo il bisogno
di ogni singola chiesa. “ Le sette
stelle “ sono gli “Angeli”(messaggero) delle sette chiese, e rappresentano i conduttori
delle comunità, mentre i “ sette candelabri”sono
le sette chiese. Le Stelle e i Candelabri sono luminari in questo mondo di
tenebre, ed è figura del popolo di Dio chiamato a riflettere Colui che è la
“Luce del mondo”. Questo ci fa comprendere che Dio non è disinteressato
alla vita dei suoi figli, non è distaccato dai problemi che attraversano le
chiese. Per questa ragione il Signore parla secondo i bisogni, ciascuno delle
sette chiese doveva ricevere una parola adatta al proprio bisogno. Riconosciamo
che il Signore parla sempre per il nostro bene, ascoltiamoLo ed Egli ci benedirà. ( Ebr.1:1-2)
Efeso
La
chiesa di Efeso è la prima delle sette in ordine menzionate perché questa
comunità era la più vicina all’isola di Patmo.
La
città di Efeso “ amabile”, posta
nella Lidia, era la capitale della provincia senatoriale dell’Asia. Per la
sua posizione geografica era una importante e ricca
città commerciale, perché ubicata presso la foce del fiume Caystro a

Storia Scritturale
(
Tim.1:3; 4:12).
Edifici
Ai
tempi apostolici Efeso possedeva tre grandi edifici:
1° Il Tempio di Diana
Il
Tempio di Diana era una delle sette meraviglie del mondo, ed era lungo 120
mt. e la sua larghezza di 67 mt, ci vollero circa 220 anni per condurlo a
compimento. Costruito di marmo purissimo con colonne altre
incendiato
da Erostato, che non aveva altro fine se non quello
di diventare famoso, nel

2° Il Teatro ( Atti 19:29)
Il
più vasto edificio di questo genere costruito dai Greci e conteneva circa
30.000 spettatori seduti.

3° Lo Stadio o Arena
L’Arena
era lungo mt.210, largo 62, serviva alle corse a piedi, alle lotte ed ai combattimenti
con animali feroci. I combattenti erano in genere delinquenti condannati,
che erano mandati nudi nell’arena per esservi dilaniati dalle belve, ( 1 Cor.
15:32) e talvolta le vittime rimanevano esposte al pubblico dopo la morte.
( 1Cor.4:9). Spesso i giuochi erano tenuti in onore di Diana; ed i tempietti
e le immagini della dea, fatti da Demetrio e dagli altri orafi, erano ricercati
come idoli privati dai visitatori. ( Atti 19:24).
Efeso
era una comunità fedele ed il Signore ne mostra le qualità spirituali:
“
Io conosco”,
Dio conosce ogni cosa di noi, ci vede, ci apprezza, ci elogia.. (Sal.139:1-6)
Il Signore vede ed è consapevole della nostra
attività e del nostro servizio. Il termine “ opere” abbraccia tutta l’attività
della chiesa nelle sue manifestazioni esteriori, fatte con il cuore. ( Tito
2:14)
2°
La tua fatica
Come
il lavoro fisico costa fatica, così è il lavoro spirituale. Servire il Signore
comporta impegno, disponibilità e sacrificio, ed Egli apprezza la dedizione
nell’operare per
3°
La tua costanza
Mentre
serviamo il Signore, si incontrano difficoltà, avversioni, inimicizie, persecuzioni
da sopportare da parte di quelli che non amano il Signore e spesso anche dai
falsi fratelli, quindi è molto importante avere pazienza, non scoraggiasi
e continuare a servire con perseveranza.
4°
Non puoi sopportare i malvagi
Per
malvagio si intende una persona che si compiace di commettere il male, cioè
che agisce contrariamente al bene, alla moralità, alla giustizia e agisce
in modo non utile, inopportuno. La chiesa di Efeso era zelante contro il male
e non ha permesso che esso entrasse nella chiesa e guastasse la loro vita
spirituale. Vi erano “ cristiani” che compromettevano il buon nome della comunità
di fronte ai pagani, non vivendo una vita santa, irreprensibile. Quest’ultimi
sono stati individuati, ripresi, e se ostinati, sono stati espulsi dalla comunità.
( 1 Cor.5:9-12)
5°
Hai messo alla prova quelli che si chiamano apostoli
La
dottrine è fondamentale per la comunità, essa preserva dall’errore e dallo
sviamento, la chiesa di Efeso ha individuato i falsi apostoli che erano contrari
alla sana dottrina e volevano far prevalere le loro idee personali, approfittando
della buona fede dei semplici credenti. ( Atti 20:29-31) La chiesa di Efeso
ha vegliato e ha messo alla prova la dottrine e la vita di quelli che si spacciavano
per apostoli inviati da Cristo, ma che non insegnavano la verità cristiana.
( Galati 1:8)
6°
E hai costanza e hai sopportato molte cose per amore del mio nome, e
non ti sei stancato.
Non
avevano tollerato i malvagi e avevano smascherato i falsi apostoli, i credenti
di Efeso erano attaccati alla verità, hanno manifestato pazienza nel sopportare,
per amore di Gesù Cristo, le calunnie, l’odio, le vendette di costoro, nonostante
tutto hanno continuato a servire il Signore con fedeltà e senza stancarsi.
7°
Odii le opere dei Nicolaiti, le quali odio anch’io
Il
Signore Gesù prende atto delle qualità dei credenti di Efeso e li elenca,
ma osserva e mette in evidenza anche i “difetti”
e li rimprovera per il loro bene. (Ebr.12:10-11) La chiesa ha conservato la
sua purezza morale e dottrinale, ha dimostrato la costanza nelle prove, ha
allontanato quelli che erano falsi fratelli, ma lo sguardo di Gesù penetra
in profondità del cuore e vede che in loro non vi era più il “ primiero amore”. Col primo
amore s’intende l’amore, genuino, zelante, che aveva caratterizzato la vita
della chiesa nei suoi primi anni di vita. L’Apostolo Paolo trentacinque anni
prima aveva elogiato l’amore degli Efesini, ma ora il Signore ne evidenzia
l’affievolimento. ( Efes.1:15; Geremia 2:2) Il senso profondo dell’amore di
Cristo, la riconoscenza, la gioia di sentirsi perdonati dal peccato, fanno
sorgere nell’anima un forte e profondo amore per Gesù. Ma con il passare del
tempo, con le difficoltà che incontriamo durante il cammino cristiano, le
prove, le lotte, i falsi fratelli e soprattutto quando non si coltiva l’intimità,
la comunione con Gesù, ( preghiera, lettura e meditazione della Bibbia) ci
portano ad affievolire il primiero amore. ( Matteo 24:12) Era difficile all’occhio
umano riconoscere negli altri che l’amore per Gesù era affievolito, perché
le opere erano compiute e tutto sembrava in ordine. Ma Gesù legge nei cuori
e mette in luce quello che è il sentimento profondo dell’anima.
(
1Cor.4:5)
Il consiglio
Quando
non serviamo il Signore per amore, la vita spirituale è in declino, Gesù che
amava quei credenti e che ama anche noi, ci consiglia e ci suggerisce quello
che dobbiamo fare per ritornare al nostro primo amore.
1°
Ricordati dunque dove sei caduto
Non
che sei caduto, ma dove….il Signore ci invita a riflettere, considerare, a
ricordare l’esperienza passata e le benedizioni ricevute. Perdere il “ primo amore” significa “ cadere” cioè riconoscere come caduta,
come colpa grave l’aver abbandonato il primiero amore.
2°
Ravvediti
Dopo
aver preso coscienza della caduta, del declino spirituale e dopo essersi umiliati
mostrando sincerità nel pentimento, avrebbero dovuto ravvedersi, cioè cambiare
drasticamente attitudine (Apoc. 3:19) I credenti
di Efeso dovevano ravvivare e recuperare lo zelo, il fervore l’amore per il
Signore, facendo le opere di prima, con la stessa diligenza che avevano nel
passato. Senza il “primo amore”
non avrebbero vissuto una vita benedetta, né sarebbero stati approvati da
Dio. L’amore è quello che Cristo apprezza di più. ( 1Cor.13:3; 13)
“ Chi ha orecchi
ascolti quello che lo Spirito dice alle chiese. L’avvertimento finale è per tutte
le sette chiese, ma anche per noi oggi, ascoltare gli incoraggiamenti, l’esortazioni,
i biasimi e le promesse contenute nella Scrittura, affinché possiamo un giorno
godere l’eternità con Gesù.
“ A chi vince io
darò da mangiare dell’albero della vita, che è nel paradiso di Dio”
L’albero della vita simboleggia immortalità presente
nel giardino dell’Eden, rimosso dalla terra in occasione del diluvio, ma ora
è dato da mangiare a chi
vince.(
Gen.2:9; 1 Giov.5:4) Nonostante tutto dobbiamo “lottare”, infatti “ a chi vince”esprime una grande verità che
la vita cristiana è una guerra, lotta e nessuno ne è esente, ma se confidiamo
nel Signore abbiamo la certezza di uscirne vincitori. L’albero della vita
simboleggia la vita nella sua pienezza, nella sua perfezione, la vita eterna
nella comunione con il Signore. Questa promessa è per coloro che danno ascolto
a ciò che lo Spirito Santo dice ed ubbidiscono al Suo appello.
Smirne
Salendo
da Efeso verso nord per circa

La città
Il
nome Smirne significa “Mirra”, che
era un profumo assai diffuso, e in aramaico vuol dire “ amarezza”, sorge sulla costa occidentale dell’Asia Minore, e si trova
a
La comunità
Non
abbiamo dati certi sulla fondazione della comunità in Smirne. Sembra che l’Apostolo
Paolo quando si fermò ad Efeso durante il suo III viaggio missionario nel
54 d.C., abbia contribuito affinché l’Evangelo entrasse in questa città. L’unica
conferma potrebbe essere la dichiarazione dell’orefice Demetrio, che parla
dello “ sviamento di gran moltitudine” nella provincia romana dell’Asia ad
opera di “ questo Paolo” ( Atti 19:26)
La constatazione
Cristo
risorto, vincitore sulla morte v.1, è Colui che parla alla chiesa e dice:
1° Io conosco la
“tua tribolazione”
Per
i credenti di Smirne doveva essere un conforto sapere che Gesù conosce le
loro sofferenze dovute alla persecuzione, alle prove alle difficoltà che incontravano
durante il loro cammino cristiano. per la loro fede in Gesù.
( Giov.16:33) Spesso in Smirne una grande folla
gridava “ a morte i cristiani” e tanti venivano uccisi solo per divertirsi.
La chiesa di Smirne è povera ma ricca v.9, povera
di beni materiali perché composta da credenti non appartenenti alla classe
ricca, influenti, colti. Povera anche perché spogliata dei loro beni ( Ebr.10:34),
eppure ricca di beni spirituali più preziosi e durevoli dei beni terreni.
La chiesa di Smirne era ricca di: fede, amore per Gesù, di coraggio, in pazienza
nel sostenere le prove, in umiltà e ripiena del Frutto dello Spirito.
3° Io conosco “ le calunnie lanciate da quelli che si dicono
d’essere Giudei e non lo sono, ma sono una sinagoga di Satana”
Molti
Giudei di nome ( Rom. 2:28-29) avevano dette delle cose non vere contro i
credenti per screditare la loro testimonianza di fede. Dietro le loro bugie
c’era il diavolo, che dominava quei falsi Giudei, per combattere e distruggere
l’opera di Dio in Smirne. ( 1 Tim.4:1-4; 1Giov.4:1-4) Agli occhi di Dio quelle
persone erano una “sinagoga di satana”
ed i credenti non avrebbero dovuto temerli. ( Matteo 10:24-26)
L’incoraggiamento
I
credenti di Smirne non costituivano una comunità perfetta, nessuno lo è, tuttavia
avevano bisogno di un messaggio di incoraggiamento, che il Signore non mancò
di rivolgere a loro.
1°
Non temere quello che avrai da soffrire
Gesù
Cristo risorto, invita i credenti di Smirne che sono nella sofferenza nella
tribolazione ad avere coraggio e dice:non
temere lett. “ smetti di temere”
quello che avrei da soffrire. Negli anni la persecuzione crebbe e centinaia
di cristiano, nel circo massimo, subirono il martirio. Gli scritti dei primi
secoli ricordano:
In Smirne spesso
una grande folla si trovava nello stadio a gridare: A morte i cristiani. Già
dodici credenti erano stati tormentati orribilmente per il divertimento della
folla. Un giorno richiesero venga Policarpo. Policarpo, discepolo dell’Apostolo
Giovanni, era stato pastore di Smirne dal Febbraio del 155 d.C. A quella richiesta,
i fedeli, che amavano il loro pastore, pensarono di nasconderlo fuori città.
Il suo servo, però, sotto la pressione della tortura, ne aveva palesato il
nascondiglio; così dei soldati vennero a prenderlo e lo portarono dentro lo
stadio su un carro. Strada facendo alcuni lo consigliavano: Che male c’è a
dire Cesare è il Signore? Policarpo replicò loro: Voi non mi amate di certo
per darmi tali consigli. Quando fu introdotto nello stadio, si fece un tumulto
infernale. Il prigioniero fu portato davanti al proconsole, che gli ordinò:
Maledici Cristo. Policarpo replicò: Come potrei maledirlo! Sono 86 anni che
lo servo e non mi ha mai fatto torto alcuno. Come vuoi che maledica il mio
Re che mi ha salvato? Il proconsole ingiunse: Io ho le fiere: ti getterò in
pasto ad esse se tu non cedi. Chiamale! E’ dolce passare dal male al bene!
Ti getterò nel fuoco. Tu minacci un fuoco che arde un istante e poco dopo
si spegne, ma ignori che agli empi è riservato il fuoco eterno per il giudizio.
Il proconsole gridò che lo si fosse fatto sbranare da un leone, ma il gioco
delle fiere era terminato, così decise per il rogo. Policarpo fu legato e,
mentre pregava, i suoi carnefici diedero fuoco al rogo. Era l’anno 166 d.C.
La
continua persecuzione e le gravi sofferenze avevano prodotto degli effetti
dannosi nell’animo dei credenti di Smirne. Il Signore, però, li stava incoraggiando
con
2°
Il diavolo sta per cacciare alcuni di voi in prigione, perché siate provati
Il
Signore sapeva che il diavolo stava operando negativamente in mezzo alla comunità
e ha permesso che dei credenti fossero imprigionati e quella sarebbe stata
una dura prova per la loro fede. Perché il Signore non intervenne?
3°
Sii fedele fino alla morte
Durante
questa tribolazione alcuni avrebbero perso anche la vita, tutti dovevano affrontare
questa prova con coraggio e guardare al futuro senza timore, considerando
che la sofferenza sarebbe finita presto e nessuno li avrebbe privato della
gloria.( Luca 9:23-24; Rom.8:18)
La promessa
Il
Signore fa due promesse a quei credenti provati:
1°
Io ti darò la corona della vita
Agli
atleti che gareggiavano nello stadio di Smirne, al vincitore veniva assegnato
un premio, ma Cristo promette un premio speciale, una corona, a quanti sarebbero
rimasti a Lui fedeli fino alla morte. (Giac.1:12)
2°
A chi vince non sarà punto offeso dalla morte seconda
C’è
una morte prima, quella di colui che vive separato da Dio a motivo dei propri
peccati, ed una seconda, quella definitiva per quanti avranno rifiutato di
accettare la salvezza. ( Apoc. 20:6; 14-15; 21:8)
Ogni credente che si conserverà vittorioso e manterrà la propria fede in Cristo,
non vedrà “ la morte seconda”.
I
credenti di Smirne per la particolare tribolazione, che stava per affrontare,
non aveva bisogno di riprensione, ma solo di incoraggiamento e di sostegno.
Il Signore aveva per loro una parola adatta al momento. Era importante che
quei credenti avessero avuto fiducia della parola, loro rivolta, e fossero
rimasti fedeli al Signore fino alla morte.
Pergamo
Importante
centro della cultura greca nell'Asia Minore, Pergamo, capitale del regno omonimo,
dal 241 al
La comunità
Non
sappiamo com’è nata la comunità a Pergamo, molto probabilmente il messaggio
dell’Evangelo è arrivato quando Apostolo Paolo durante il suo III viaggio
missionario, si fermò ad Efeso. Quella religiosità e quella cultura, non fondate
sulla verità di Dio, portarono la persecuzione dei cristiani. La morte di
Antipa, un martire della fede in Cristo (Apoc.2:13),
dimostra come la cultura e la religione possano mostrarsi intolleranti e violenti
verso chi non condivide le loro opinioni.
La lode
Anche
in questo caso, il Signore analizza la condizione di quella comunità.
Il
Signore riconosce che, sebbene vi sia “
il trono di satana”cioè la sede del potere ( Apoc.2:9), questi credenti
avevano mantenuto la loro distinzione.
( 2Cor.6:16-18) Pergamo era un centro di idolatria
e di corruzione, sede dell’autorità romana, nonostante tutto il Signore elogia
i credenti, che si erano mantenuti fedeli a Lui. V.13 La fedeltà dei credenti
di pergamo era stata provata soprattutto durante il martirio di Antipa. Anche se la chiesa si trovava in pericolo, “ non rinnegasti la mia fede”, avevano
resistito coraggiosamente e non si erano lasciati abbattere. I credenti di
Pergamo ,
però,
avevano resistito solo sul fronte esterno, ma l’avversario delle anime nostre
li aveva insidiati dall’interno e stava producendo dei danni.
Il rimprovero
1°
Ma ho alcune poche cose contro di te
Il
Signore li riprende perché si era formato un gruppo di credenti che aveva
condiviso ed accettato due insegnamenti dannosi, nocivi per lo sviluppo spirituale:
“ Tu hai quivi di quelli che professano la dottrina di Balaam……la
dottrina dei Nicolaiti”.
“ La dottrina di
Balaam”
Balak, re di Moab, chiamò
Balaam, indovino, a maledire Israele prima di entrare in Canaan, ma Dio lo fermò e nonostante tutto Balaam consigliò a Balak il modo
di far peccare Israele attraverso relazioni con donne pagane e l’idolatria.
( 2 Pietro 2:15; Giosuè 24:9-10; 13:22; Numeri 22-25; 31:15-16) Alcuni credenti
stavano cedendo ai costumi locali e al lassismo dilagante di quel tempo, unendosi
con donne pagane.
“ La dottrina dei
Nicolaiti”
Abbiamo già visto questa dottrina in Apocalisse 2:6. Questi falsi credenti
mascheravano l’infedeltà e la licenziosità sotto l’insegna della libertà cristiana.
Ai loro banchetti di fraternità, si univano poi le orge.
2°Tu
hai quivi di quelli che professano
Sebbene
alcuni membri non avevano condiviso quei falsi insegnamenti,
L’esortazione
Tutta
la chiesa era responsabile, perché la loro indulgenza stava mettendo in pericolo
la fede dei semplici. Il Signore riprende duramente la chiesa e ordina di
“ ravvedersi” v.16 Il Signore chiamava i credenti a “ mutare, cambiare” i pensieri
e i propositi, verso quei falsi credenti e così preservare la fedeltà all’insegnamento
di Cristo. ( Giuda 3-4) La dottrina della Chiesa rimane sempre
La promessa
1°
A chi vince io darò della manna nascosta
Il
Signore premia l’estraniarsi da quei cibi corrotti, con il Suo cibo celeste,
il sano alimento per la vita di santità, e con le consolazioni dello Spirito
Santo. Cristo è il Pane celeste che viene dal cielo per dare vita al mondo.
( Giov.6:41) Come Israele ricevette la manna durante il cammino nel deserto,
allo stesso modo i credenti durante il pellegrinaggio terreno, devono nutrirsi
del pane della vita, che nutre e soddisfa il cuore. ( Giov.6:50).
2°
E gli darò una pietruzza bianca……….v.17b
Nell’antichità
le pietruzze ( gettoni di pietra) bianche servivano a vari usi:
. La pietruzza bianca consentiva l’ingresso a feste, spettacoli e
banchetti.Erano personalizzate, perché su di esse era scritto
il nome dell’invitato. Il Signore riserva ai credenti fedeli un onore maggiore,
perché quella “ pietruzza bianca” dataci da Lui per grazia, è l’invito all’eterna
festa in cielo, certamente migliore di quelle dei Nicolaiti. ( Apoc.
19:9)
Conclusione
I
credenti di pergamo, fedeli nella prova dall’esterno, stavano tollerando ina
insidia dall’interno. Il Signore li elogiava per la loro fedeltà, ma li doveva
esortare alla santità, prendendo le distanze da chi non viveva secondo il
timore di Dio. A tutti quei vincitori aveva promesso il sostegno durante il
pellegrinaggio cristiano ed una ricompensa eterna. Ascolta ciò che lo Spirito dice alle chiese e sii vincitore per la
grazia, che è in Cristo Gesù.
Tiatiri
Tiatiri è stata fondata
da Seleuco I come colonia macedone formata da soldati
d’Alessandro Magno e i loro figli. Situata sul confine settentrionale della
Lidia, era una città piccola e sorgeva presso il fiume Lycus. Essa si trova in una regione nota per i suoi abbondanti
raccolti di cereali, tabacco, e per l’industria ed il commercio di oppio.
Si lavorava il rame ed il bronzo, non a caso che la lettera alla chiesa di
Tiatiri si apre con un riferimento al rame. (Apoc.2:18)
Molto famosa anche per fabbricazione della tintura colorante, chiamata porpora,
La comunità
Nella
città di Filippi in Macedonia, viveva una donna di nome Lidia della città
di Tiatiri, commerciante di porpora ( Atti 16:11-15; 40). Poiché
in Filippi non vi era una sinagoga, gli ebrei si radunavano fuori città per
pregare. Quando giunsero Paolo e Sila nel suo II viaggio missionario, li evangelizzarono
e nella circostanza Lidia si convertì e la sua casa divenne una chiesa. Molto
probabilmente la sua testimonianza contribuì il sorgere di una comunità in
Tiatiri. In ogni caso Giovanni indirizza una lettere,
la più lunga delle sette, ad una chiesa costituita.
L’elogio
Il
Signore elogia i credenti e mette in risalto le buone qualità che avevano:
1°
Io conosco le tue opere…il tuo amore…la tua fede…il tuo ministerio
(riferito
ai responsabili che lavoravano per diffondere la parola di Dio)…la
tua costanza…..e le tue opere ultime sono più abbondanti delle prime.
Tutto
quello che è degno di lode, il Signore Gesù lo elenca con cura. I fedeli amavano
il Signore e i credenti facendo le opere buone, visitando gli ammalati, incoraggiando
gli afflitti, manifestando una fede vera in Cristo e nelle verità dell’Evangelo.
I credenti di Tiatiri manifestavano costanza, fermezza,
perseveranza nelle prove, nelle persecuzioni a motivo della loro fede in Gesù.
Tiatiri progredisce nella “quantità” e nella “qualità” delle sue opere, facendone più di prima, a differenza di
Efeso che faceva sempre meno. ( Efes. 2:10; 2 Tim.
3:12; II Giov.8)
Il rimprovero
La
chiesa di Tiatiri, anche se aveva manifestato amore,
fede, e buona testimonianza, essa aveva dei seri problemi, e il Signore non
poteva ignorare la presenza del male, come leggiamo nei versetti da 20-24
del cap.2. Il Signore pronuncia un nome “Izebel”,
“ casta”, che sia vero o simbolico non ci importa. Questa donna si dichiarava
“ profetessa” e teneva sotto la sua influenza tutta la comunità, facendo in
modo che la morale cristiana fosse venuta meno già da tanto tempo. V.21 Il
Signore paragona questa falsa profetessa a Izebel,
la moglie di Acab, la quale sostituì il culto all’Eterno
con l’idolatria e l’immoralità ( 1Re 16:31-33) La falsa profetessa seduceva
i credenti, li incoraggiava in quella “dottrina” ( Apoc.2:14) e perciò li
persuadeva ad accettare qualche compromesso con l’idolatria e l’immoralità
del
mondo circostante. Spingeva i credenti di Tiatiri
a mangiare carne sacrificata agli idoli ( Atti 15:28-29) e a partecipare alle
feste dove si ubriacavano e alla fine finivano con unioni illecite. Per Izebel era legittimo e ciò non costituiva peccato, ( 1Cor.8:4)
ma non lo era per il Signore.
( Apoc.2:20) Dobbiamo imparare che le nostre
opinioni non volgono nulla; quel che vale è
Il consiglio
Il
Signore consiglia i credenti di Tiatiri a prendere
subito posizione contro quella donna, che era una minaccia per tutta la comunità:
“Tu tolleri quella donna” Mentre
i credenti di Efeso si erano mostrati zelanti non sopportando i malvagi, la
chiesa di Tiatiri “ tollerava” non aveva avuto il
“ coraggio” di riprenderla e se necessario, allontanarla dalla comunità. Il
Signore le aveva concesso un tempo di riflessione per ravvedersi, ma lei era
stata insensibile ai richiami fatti dal Signore. v.21 Ora però il Signore
aveva decretato il Suo giusto e necessario giudizio su Izebel.
v 22 Il testo potrebbe alludere ad una malattia fisica e ad un castigo sulla
sua famiglia. V.23; Atti 5:9; 1 Cor.11:30. Lo ”scopo” del giudizio di Dio
verso Izebel e verso tutti quelli che fanno come
lei, è quello di far sentire alla chiese che nulla sfugge all’occhio di fiamma
del Signore, che nessuno può farsi beffe di Dio e che tutti lo devono temere.
Il male che si nasconde e si tollera, Gesù lo
svela senza mezzi termini, perciò stiamo in guardia da quanti non vivono secondo
il timore di Dio e non accettiamo i loro consigli. I credenti che amano il
Signore, vivono il ravvedimento e camminano in santità. ( Ebr.12:14)
I
credenti di Tiatiri non avrebbero dovuto allontanarsi
da quella chiesa. Talvolta i credenti lasciano le chiese e si uniscono ad
altre assemblee, quando ci sono problemi. ( Atti 19:9) Questo però non poteva
essere attuato in Tiatiri per la buona testimonianza
in quella piccola città. Il Signore li incoraggiava a “ tenere fermamente quel che avete”, cioè a resistere alla seduzione
“finchè io
venga”
Le promesse
Ai
credenti della comunità che non si sono schierati dalla parte di Izebel e che non si sono contaminati, Cristo rivolge delle
promesse:
1°
Il potere sulle nazioni
Questa
promessa è menzionata nel Salmo 2:8-9. Cristo è costituito re sulle nazioni
per regnare e giudicare, e il Signore promette di coinvolgere anche i Suoi.
( Apoc.5:10; 20:6) La “ verga di ferro”rappresenta
la severa giustizia.
2°
la stella mattutina
La
stella mattutina anticipa il giorno ed annuncia lo spuntare del sole. Gesù
è la stella mattutina ( Apoc.22:16). Il vederLo
per la fede anticipa la nostra gloria nell’eternità, quando risplenderemo
“ come stelle” ( Daniele 12:3) e saremo trasformati nella Sua stessa immagine
(1Giov.3:2). Con la stessa certezza con cui la stella mattutina precede il
giorno, i credenti vedranno la gloria di Dio e risplenderanno nella Sua presenza.
Conclusione
La
chiesa di Tiatiri è sana. Le opere, l’amore, la
fede, il servizio, la costanza erano tutte in crescita, anche se vi erano
dei problemi. Il Signore Gesù ci tiene alla Sua Chiesa e, mentre da un lato
elogia i Suoi figli e li esorta a perseverare nel bene, dall’altro si preoccupa
di avvisarli onde stiano lontano da ciò che possa nuocere alla santità ed
fedeltà. “Quel che avete tenetelo fermamente
finchè io venga”.
Sardi
La città
La
città di Sardi era stata costruita sopra una collina dominante la valle del
Paetolo, dal fiume Pattolo, celebre
per le sue sabbie aurifere, situata a circa

La comunità
Non
sappiamo nulla di come l’Evangelo abbia raggiunto questa città e come si sia
formata la comunità. Il ogni caso in
Sardi si era formata una comunità cristiana, identificata ad un candeliere
d’oro, alla quale il Signore indirizza un messaggio preciso e molto importante.
La constatazione
Gesù
si presenta come il Capo supremo della Chiesa e la fonte da cui procede, mediante
lo Spirito, ogni vita spirituale. Gesù invita i credenti di Sardi a cercare
il Lui la guarigione del male che soffre la comunità.
Io
conosco le tue opere
Forse
nel passato ha operato con amore, con fedeltà, ma ora necessitava di una riprensione
perché ha “un’apparenza e una reputazione
di vita non rispondenti alla realtà” “ Tu hai nome di vivere e sei morto” forse godeva, tra le chiese
consorelle dell’Asia Minore, la reputazione
di essere una chiesa prospera, perché pratica il culto, forse era attiva,
ma in realtà agli occhi di Cristo Gesù, era “morta”
Quale
potrebbe esserne la causa?
-
Il benessere ed il materialismo
(Matteo 13:22) Spesso capita che i credenti presi dal lavoro, dalle attività
materiali, sottraggono del tempo al Signore ed alla cura della propria anima.
( Luca 16:21) Quando manca la consacrazione personale, ecco che non si mette
al primo posto il Signore e ci si da interamente per le cose materiali di
questa vita. (Matteo 6:33)
-
L’assenza di persecuzioni
( 2 Tim.3:12) Le avversità, le prove sono utili per noi perché in situazioni
precarie si cerca di più il Signore. Le chiese perseguitate hanno cercato
con determinazione il Signore e sono state fortificate. ( Giov.16:33; Atti
4:29-31; 5: 41-42; Apoc.2:10)
-
La negligenza (trascuratezza) nel servizio spirituale ( 2 Cronache 29:11) Il Signore
ci ha salvati e scelti per compiere le opere che Lui stesso ha preparato per
noi. ( Efes.2:10) Quando ci si abitua solo a presenziare al culto e non si
ha una visione evangelistica, si può cadere nel
formalismo religioso e nel declino spirituale. ( marco 16:15, 20; Atti 5:42;
20:20; 1 Tim.5:13)
Vero
è che in Sardi la condizione spirituale era disperata, ma altresì vero che
agli occhi del Signore vi erano “ alcuni” che “ non hanno contaminato le loro
vesti” La morte non era completa in tutti, vi erano pochi credenti
viventi e fedeli. Qust’ultimi, dopo aver ricevuto
per fede in Cristo il perdono dei peccati, hanno perseverato nella via della
santificazione e non sono tornati a contaminarsi, come hanno fatto il resto
della comunità. Le vesti bianche ci parlano della “purezza”
e della “ vittoria sul male”,
essi hanno camminato con Cristo, Lo hanno onorato e servito.( 2 Cor. 7:1,
11)
Il consiglio
L’atmosfera
moralmente viziata che i credenti respiravano in Sardi, il benessere materiale,
l’assenza delle persecuzioni, la negligenza nel praticare i doveri cristiani,
hanno contribuito a produrre la morte spirituale. Il messaggio di Cristo spinge
i credenti a “svegliarsi” dal sonno
spirituale che li avvolge. ( Efes. 5:14) C’è stata
la rilassatezza, la non curanza delle cose spirituali, la sonnolenza, ora
svegliati e vigila. Il ricordo del passato ed il confronto col presente avrebbe
dovuto riconsacrarli al Signore con nuovi propositi di fedeltà. Il consiglio
di Cristo “ricordati dunque di quanto
hai ricevuto e udito” si riferiva anche a quanto quei credenti stavano
ricevendo e udendo. Essi non dovevano trascurare quanto il Signore stava loro
dicendo. ( Apoc.1:3)
“serbalo” Conserva
“ravvediti” Pensa bene a quanto ti ho detto,
cerca di fare un profondo esame di coscienza e ravvediti una volta per sempre,
perché “ se tu non vegli, io verrò come
un ladro, e tu non saprai a quale ora verrò su te”. Questa illustrazione
indica l’inaspettato quanto tragico giudizio di Dio. ( Apoc. 16:15)
La promessa
Mentre
questa chiesa è, per la maggior parte, morta o morente, Cristo riconosce la
presenza a Sardi di alcuni credenti che sono rimasti fedeli e non hanno contaminato
le loro vesti con il peccato. Gesù promette che i veri credenti avranno vesti
bianche, simbolo della giustizia di Dio, che i loro nomi rimarranno scritti
nel libro della vita e che Egli li riconoscerà davanti al Padre…e davanti
ai suoi angeli.
Anche
questa lettera si conclude con la consueta esortazione: Chi ha orecchi ascolti ciò che lo Spirito dice alle chiese”
Filadelfia
Posta
a circa
La città
La
città era stata fondata a Attalo Filadelfo, re di Pergamo, nel
La comunità
Lo
Spirito Santo non ha voluto menzionare nella Scrittura come e da chi l’Evangelo
sia stato portato anche in Filadelfia. Ricordiamo che molti centri dell’Asia
Minore erano centri di commercio e perciò i commercianti, che avevano accettato
Cristo come loro personale Salvatore, portavano la loro testimonianza. Questo
ci insegna che:
-
L’Evangelo si spande dappertutto nel mondo, guidato da Dio, perché è la buona
notizia per tutti gli uomini. ( 2 Cor.2:14);
-
I credenti sono semplici strumenti nelle mani di Dio per servirLo.
( 1 Cor.3:5-7);
-
Non servono grandi nomi o titoli per portare l’Evangelo della grazia a chi
ne ha bisogno (Atti 8:4).
La constatazione
Come
in tutte le altre lettere, il Signore ripete “Io conosco le tue opere” questo ci da certezza che il Signore vede
e ricorda tutto quello che noi facciamo, e ricompenserà in gloria chi Lo ha
servito con fedeltà, fino alla fine. ( Apoc.14:13)
1°
Pur avendo poca forza
Il
Signore riconosceva in quei credenti la loro debolezza umana e le loro limitazioni,
ma la consapevolezza di avere “ poca
forza” spingeva i credenti della chiesa di Filadelfia a dipendere esclusivamente
da Lui. ( 2 Cronache 20:12; Gioele 3:10) Nonostante la loro “poca forza” era una chiesa fervente e prospera,
era fedele e ubbidiente alla Parola, e non si scoraggiava nelle avversità
che incontrava. Dobbiamo ricordare che l’Opera di Dio va avanti solo per
2°
Ai serbata la mia Parola
Nonostante
la loro debolezza, quei credenti erano rimasti fedeli ed ubbidienti alla Parola
di Dio. ( 2 Tim. 4:7)
3°
Non hai rinnegato il mio nome
I
credenti di Filadelfia hanno onorato il Signore e sono stati fedeli alle persecuzioni
degli avversari, e anche nelle difficoltà hanno mostrato fedeltà a Dio. (
2 Tim.2:13; 2 Piet.2:1-2) Il Signore “farà venire a prostrarsi dinanzi ai
loro piedi” gli avversari e avrebbero riconosciuto la vergogna di aver maltrattato
i santi di Filadelfia, “ e conosceranno
ch’io t’ho amato”. I giudaizzanti si sarebbero ravveduti e avrebbero cambiato
atteggiamento verso gli amati da Cristo.
La promessa
I
credenti di Filadelfia avevano “serbato la parola” custodito
1° “ Ti guarderò dall’ora del cimento” Il Signore avrebbe risparmiato
quei credenti da una prova particolare, alcuni hanno visto la liberazione
dalla persecuzione sotto Domiziano, altri hanno dato un’interpretazione futuristica,
cioè la chiesa sarebbe stata preservata dalla Grande Tribolazione.( Marco
13:19; Malachia 3:17; 2 Tess. 2:8)
2°” Io vengo presto” Questa chiesa potrebbe raffigurare
quella del nostro tempo, il ritorno di Gesù è prossimo, pertanto è molto importante
attendere lo Sposo che viene, con vigilanza e prontezza. ( 1 Tess. 5:4-6)
3°
“ Tieni fermamente quello che hai”
Il Signore li incoraggiava a perseverare nel lasso di tempo dal Suo ritorno
( 2 Tess. 3:5) a continuare a serbare la fede, e
continuare a vivere una vita di devozione e di fedeltà, e nessuno gli “ avrebbe tolto la corona”. Nessun avversario
riuscirà a privarlo della giusta ricompensa per i vincitori. La corona rappresenta
il segno della benevolenza di Dio: incorruttibile ( 1 Cor.9:25)
per quanti vinsero il proprio io; Della vita ( Giac.1:12)
per quanti vissero da martiri; Della gloria ( 1° Piet. 5:4) per quanti hanno pasciuto il gregge;
Dell’allegrezza
( 1 Tess.2:19)
per quanti hanno conquistato anime al Signore; Della giustizia ( 2° Tim.4:8)
per quanti avranno amato
4°
“ Lo farò una colonna nel tempio del mio Dio egli non ne uscirà mai più”
La parola “ colonna” esprime l’idea di solidità
e di costanza ed è figura della forza e del sostegno. ( Galati 2:9) Il vincitore
avrà un posto nel glorioso santuario di Dio e sarà come un monumento di testimonianza.
Egli vi rimarrà in eterno e non sarà mai in pericolo di perdere tale privilegio.
( Apoc.21:27)
5°
“ Scriverò su lui il nome…della città del mio Dio…Scriverò su lui il mio nuovo
nome “ Quando
Filadelfia fu distrutta dal terremoto, la città fu ricostruita dall’imperatore
Tiberio, e da allora venne chiamata Neocesarea in onore dello stesso imperatore.
Questo fu come scrivere quel nome sulla città. I credenti portano il nome
di Colui che ci ha generato. ( Efes. 3:14-14) Il
credente porta anche il nome della città di Dio, perché ne è legittimo cittadino.
( Fil. 3:20) Il credente porta il nome di Colui che lo ha riscattato ed al
Quale appartiene come trofeo della Sua vittoria. ( Apoc.
19:12)
Conclusione
La
chiesa di Filadelfia, pur avendo “ poca forza”, ne aveva a sufficienza per
rimanere fedele al Signore. Ella era stata calunniata dai falsi fratelli ed
avversata dai nemici, ma il Signore la incoraggiava a resistere e mantenere
fermamente quelle caratteristiche spirituali, che la caratterizzavano. Il
Ritorno di Gesù è vicino, non lasciamoci abbattere da alcuna opposizione,
perché il Signore ci proteggerà e alla fine ci darà la corona, come simbolo
di vittoria, per aver lottato e vinto, in Cristo Gesù …benedetto in eterno.
Laodicea
Proseguendo
il cammino lungo la vecchia strada romana, incontriamo Laodicea
“ giusto per il popolo” o “come piace al popolo” situata a circa

La città
Nel
testo biblico in origine la città di Laodicea si
chiamava Diospoli ed era situata nella Frigia sulle
rive del fiume Lico. Antioco II re della Siria, ne fece di questo villaggio
una città e ne diede il nome in onore della
moglie Laodice. Laodicea divenne una città
molto ricca, in quanto situata su una importante arteria commerciale, che
univa la principale via dall’interno con due maggiori vie della costa: quella
diretta verso Efeso ad ovest e quella che andava verso nord-ovest a pergamo.
La città era riconosciuta per la produzione di ottima lana nera, da cui si
preparava una specie di soprabito senza cuciture chiamato “ mantello” ( 2
Tim.4:13). Inoltre vi era una scuola di medicina, dove era prodotta una polvere
grigia, una specie di sostanza medicamentosa per gli occhi. In Laodicea
vi erano dei centri termali, che utilizzavano le acque calde, convogliate
in città da un acquedotto.

Quando
la città fu distrutta da un terremoto nel 60 d.C., rifiutò l’aiuto dell’Impero
Romano e volle ricostruire la città con le sue proprie risorse, dimostrando
così la propria autonomia. Nel 364 d.C. Laodicea
fu sede di un Concilio, che fissò il canone biblico. Nel luogo dove sorgeva
l’antica città, distrutta dai Turchi nel 1402, c’è oggi un villaggio chiamato
Eski-Hissar, e di quella fiorente città rimane soltanto un
vecchio castello.
La comunità
Molto
probabilmente
La constatazione
In
tutte e sette le lettere, Dio ricorda a ciascuna delle Chiese “Io conosco le tue opere”, Egli conosce
esattamente la condizione spirituale del cuore. Esse confermano a ciascuno
di noi chi siamo realmente.
Gesù
è: “
Amen”, la verità manifestata in carne, la verità in persona. ( Giov.1:14;
14:6) Cristo è la verità di Dio alla Sua Parola e l’espressione della Sua
fedeltà nelle Sue promesse. Cristo è l’Amen di Dio al patto. ( Isaia 65:16)
“
Il testimone fedele e verace”,
il degno di fede, Colui che parla ciò che è conforme alla verità. (Efes.4:21;
Apoc.1:5)
“
Il principio della creazione di Dio”In Cristo tutto è stato cerato. ( Giov.1:3; Col.
1:15-17) La parola “principio” è
nel significato attivo, quindi “ originatore”,e
non in quello passivo, di “prima creatura”.
1°
“ Tu non sei né freddo né fervente……sei tiepido”
Essere
“freddo” è lo stato dell’uomo in convertito che
vive nel peccato ed è estraneo alla vita dello Spirito di Dio; essere “ fervente”
o “caloroso” indica l’opera della Grazia di
Dio, che ha agito sul cuore producendo ardore e zelo per il Signore e
a) Io sono ricco…mi sono arricchito…non
ho bisogno di nulla
I
credenti di Laodicea essendo molto ricchi, pensavano
di non aver bisogno di nulla, ma non sapevano che le ricchezze temporali sono
una minaccia per la vita spirituale. ( Salmo 62:10; 1 Tim.6:6-10) I credenti
di Laodicea vivevano in case bellissime, indossavano
eleganti vesti, possedevano carri lussuosi per spostarsi e non avevano badato
alla loro condizione spirituale…erano “tiepidi”. La loro ricchezza era attribuita
ai loro sforzi, alle loro capacità escludendo il Signore nella loro vita.
( 1 Cron.29:10-14) I Laodicesi erano talmente appagati
nei beni materiali che non si rendevano conto delle necessità spirituali,
e non sentivano il bisogno di conoscere meglio
1°
“ Tu non sai….che tu sei..infelice fra tutti….miserabile…povero…cieco.. Nudo”
Anche
se ricchi, avevano un cuore infelice, erano degni ci compassione, pensavano
di essere ricchi invece erano poveri perché mancava loro le ricchezze della
Grazia Divina. L’orgoglio aveva oscurato la reale visione della vita e non
vedevano la loro povertà, e anche se esteriormente erano ben vestiti, il loro
interiore mancava della idonea copertura dei loro peccati.
2°
Tutti quelli che amo, io li riprendo e li castigo
Il
Signore rivela che dietro il Suo giusto giudizio ( ti vomiterò) non c’è risentimento
e l’odio, ma l’amore, utilizzando ogni mezzo ed ogni disciplina per guarire
le anime ( Ebr.12:11; Prov.15:10; 19:18) Il Signore sa che un intervento disciplinare,
come la riprensione ed il castigo, rappresenta spesso una preziosa opportunità
per il ravvedimento, e per riconsacrare la vita al Signore e vivere nel Suo
timore. (Prov.3:11-12)
Il consiglio
Anche
se i credenti di Laodicea erano in una condizione
spirituale di “ tiepidezza”, per loro vi era ancora speranza di ravvedimento,
perché nessuna condizione per il Signore è irrecuperabile, infatti il Signore
da alcuni consigli a questi credenti:
1°
Io ti consiglio di comprare da me
Il
Signore non impone mai
2°……dell’oro
affinato col fuoco, affinché tu arricchisca..
I
Laodicesi avrebbero dovuto andare a Cristo e comprare
da Lui “ l’oro raffinato” della Grazia divina, per la quale si sarebbero davvero
arricchiti. ( Efes.2:7)
3°…..delle
vesti bianche, affinché tu vesta e non apparisca la vergogna della tua nudità..
Nella
città si produceva e lavorava una lana di color “ nero”, la specificazione
del color “ bianco” delle vesti aveva un particolare risalto. La “ veste bianca”,
offerta dal Signore, descrive la purezza del perdono di Cristo, che copre
la vergogna del peccato. Solo quella veste è idonea a coprire gli occhi di
Dio. ( Apoc. 7:9)
Il
Signore consiglia di prendere il vero “ collirio” che permette di vedere chiaramente
la gloria di Dio a quanti ne sono diventati ciechi. ( Giov.9:39)
5°
Abbi dunque zelo e ravvediti
Il
Signore li vuole scuotere dal loro torpore spirituale con
6°
Ecco il sto alla porta e picchio: se uno ode la mia voce ed apre la porta,
io entrerò da lui e cenerò con lui ed egli meco.
Questa
è una chiesa che ha messo fuori il Divino Salvatore, Gesù è alla porta e bussa.
Poteva allontanarsi o sfondare quella porta, ma insiste per farsi ricevere
per il loro bene. I credenti mettono la stanza ed il Signore porta la cena
e dispensa le Sue benedizioni.
La concessione
Questa
è l’ultima promessa fatta a chi vince:
1°
Io ti darò di sedere con me sul mio trono
C’è
un “ trono” per i credenti vittoriosi sul peccato, sul mondo e su Satana,
essi regneranno con Cristo per l’eternità. ( Luca 12:32;22Tim.2:12; Apoc.5:10;
20:6; 22:5)
Le
lettere alle sette chiese dell’Asia Minore, sono state scritte per descrivere
i problemi che dovevano affrontare i credenti di allora e che oggi dobbiamo
affrontare, essi sono gli stessi di oggi: il pericolo sempre presente è abbandonare
il primo amore (2:4); di temere le sofferenze ( 2:10); di abbandonare la sana
dottrina (2:14-15); di tolleranza ( 2:20); di morte spirituale ( 3:1-2); di
non essere fermi, stabili (3:11); di tiepidezza spirituale ( 3: 15-16).
Poiché
è Cristo Stesso che ci parla per il nostro bene, teniamo fermamente
A
Dio sia la gloria…in Gesù, benedetto in Eterno.
GUARNIERI Giuliano
Chiesa Cristiana Evangelica ADI Battipaglia (SA)
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